Pronti, a posto…. Via!
Finalmente: la metropolitana è partita. Logicamente non potevamo perderci il fatidico giorno del primo viaggio. Anche per verificare come è stata sistemata la stazione e l’ambiente vicino.
Ci sta a cuore che una realtà così importante, preziosa e costosa possa essere un bene duraturo per tutti i cittadini.

E l’importante è che sia partita: il resto dovrà crescere col tempo. Speriamo in poco tempo.
Abbiamo parlato con la Vigilanza, facendo presente quanto già esposto in queste righe: un paio di vigilantes hanno condiviso e compreso lo scopo dei rilievi; qualcuno invece le ha prese solo come critiche. A partire dai biglietti: oggi era un giorno speciale, viaggi gratis. Che peccato leggere “Fuori servizio” sulle macchinette, quando invece non si tratta altro che di un “benvenuto” (e infatti ad Aversa le macchinette erano ben sistemate).
Abbiamo fatto un giretto nelle diverse zone accessibili.
Come era nostro timore la scala mobile esterna, completamente all’aperto… funziona solo a metà (e a velocità decisamente ridotta!). Speriamo che la segnalazione di proteggerla adeguatamente possa servire a qualcosa.
Intanto complimenti per l’esecuzione dei lavori.
Da Giugliano ad Aversa in 7 minuti… niente male!
se cliccate sull’Album fotografico, qui a destra, potete vedere qualche immagine!
A pochi giorni dall’inaugurazione
Domenica 19 aprile – Le voci ormai sono tante, si parla di inaugurazione a breve, anzi, brevissimo: il 24 aprile dovrebbe essere il giorno fatidico. Per questo passo a dare un’occhiata, per sapere come stanno procedendo i lavori e controllare se il versante sicurezza è stato almeno considerato e rivisto, dopo le “incursioni” precedenti.
Come al solito passo dalla zona “del retro”, non dal lato sul Corso Campano. Arrivo a quella che sarà la rotonda d’ingresso: cerco un cartello di cantiere, un segnale, uno straccio di qualcosa. Nulla, solo la strada, le segnalazioni generiche di lavori in corso: nessun segnale che disciplini l’accesso. Mi avvicino all’ingresso vero e proprio e finalmente vedo una guardia. Si vede che anche loro devo aver leggiucchiato qualcosina, perché la guarda si muove, viene a vedere, farfuglia che non si possono fare foto, che è zona di cantiere, che non si può. Ecc. ecc. Gli faccio notare che NON esiste un cartello, una segnalazione, un divieto: nulla. Forse provano persino a chiamare i Carabinieri per segnalare che in zona c’è un potenziale disturbatore della quiete pubblica che gira armato di macchina fotografica. Per lo meno non si può entrare nel cantiere, ma nello spazio antistante ci sono abbastanza lavori, buche e materiali pericolosi da sconsigliare una scampagnata in bicicletta. A chiunque. La segnalazione ai carabinieri la faccio io, subito dopo: 0818948788 – rispondono subito. Segnalo la situazione poco controllata del cantiere, il pericolo, la mancanza assoluta di indicazioni… purtroppo, oltre a raccogliere la segnalazione, la voce dell’appuntato di turno mi rivela che “è compito dei vigili”, che non spetta a loro, che segnaleranno…”
Finirà come al solito a tarallucci e vino, un taglio di nastro, una metromaratona e via?
… non ci meritiamo di più?
Ecco intanto il sito dove vedere le ultime foto
http://tinyurl.com/ceseyo

Aspettando quel treno per Giugliano…
pubblicato sul n. di aprile di Abbì Abbè Rassegna fotografica sulla futura metropolitana di Giugliano
“4 cani per strada…”
Per fortuna erano solo due quelli incontrati domenica scorsa, e nemmeno degni di ritagli di cronaca, come quei branchi di randagi di Sicilia. Però mi aspettavo di trovare ben altro nei pressi di quello che dovrà diventare il fiore all’occhiello di quest’anno giuglianese. In questa terra già così martoriata dall’incuria è necessario un radicale cambio di registro, perché i cittadini si aspettano un trattamento ben diverso da certe tradizioni passate; pensando alla realizzazione di una infrastruttura così importante come la metropolitana, le attese sono elevate. E’ un treno che non possiamo perdere!
Semplici fatti: sono anni che a Giugliano si aspetta che i lavori della Metronapoli vengano conclusi; i cartelloni e i bandi ufficiali apposti vicino al cantiere dichiarano che la data di conclusione dovrebbe essere ormai passata da … circa 5 anni. Ricordo ancora la prima volta che sono arrivato a Giugliano, nel settembre 2004. Mi dicevano: “Sei fortunato, tra poco inaugurano la metropolitana, finalmente un salto di qualità”.
Sarebbe da mettere in pratica la penale apparentemente innocua di 1 € per il primo mese di ritardo sulla consegna, poi il doppio (solo 2 € quindi) per il secondo mese, così via, sempre raddoppiando questa modica cifra. Di per sé una richiesta equa, apparentemente accettabile: ma se la dovesse pagare quel qualcuno responsabile dei ritardi della stazione di Giugliano, non basterebbe l’intero bilancio degli USA per soddisfare questa modica pretesa…! In fin dei conti è dal 7 aprile del 2004 che il collegamento dovrebbe essere operativo. Tralasciando le promesse decennali anteriori!
Nel frattempo cosa si può osservare? Sbirciare dalle transenne del cantiere o… alzare il tiro!
Dare un’occhiata grazie a Google Earth sul percorso della futura metropolitana è facile, si vede abbastanza il solco dei lavori, si parte dalla stazione di Mugnano, ormai operativa (ma sorvoliamo anche qui sull’inspiegabile trascuratezza dedicata agli spazi disponibili e mai allestiti a dovere) e si giunge fin verso le colonne di Giugliano. A dar retta ai nostri vecchi, comunque, la galleria sotterranea era pronta da tempo e giungeva già ad Aversa negli anni 90. Speriamo di restare in questo secolo per l’inizio delle corse!
E poi, c’è qualcuno che afferma che tra queste due stazioni (in linea d’aria molto vicine), dovrà sorgere un’ulteriore stazione. Anche Melito pretende il suo ius primae corsae; dalla mappa delle stazioni risulta in modo ben evidente: speriamo solo che la ridotta distanza non si traduca in un eccessivo rallentamento tra le tratte. Ma questo è un dettaglio…
Per vedere come procedevano i lavori mi sono recato, ovviamente in modo sostenibile, cioè in bici, fino alla zona dei cantieri. Mi sarebbe piaciuto almeno dare un’occhiata da lontano, e visto che da Via Colonne la visuale è praticamente boccata dai cartelloni che declamano con foto e proclami le meraviglie di quest’opera dell’ingegno, di questo sogno da tempo sospirato… ho tentato la strada delle retrovie.
Passando dal retro ci si ritrova nei pressi di una stradina di campagna, contornata da cortesi recinzioni dove fanno bella mostra di sé gli inviti ad essere “civili” nel non rovesciare la spazzatura.
Abbastanza civili lo sono, tutto sommato, i rari passanti.
I guai vengono dopo.
Percorrendo la stradina uno si aspetta di incontrare prima o poi il recinto del cantiere. Si tratta di lavori da milioni di euro, di zone dove la sicurezza deve regnare sovrana e dove l’attenzione, la cura e la responsabilità devono essere commisurate all’importanza del lavoro. Che succederebbe se un bambino o qualche spavalda compagnia di ragazzi tentasse l’esplorazione?
E invece nulla: nessun segno di inizio cantiere, recinzioni semi aperte, nessuna traccia di cartelli, segnaletica che indichi almeno l’obbligo di fermarsi o di non entrare…almeno qualche spauracchio sul rischio possibile, una bandiera da pirati con qualche macabro avvertimento ci vorrebbe!
E allora si procede, si va avanti per vedere come stanno le cose, anche per adempiere ad un doveroso senso civico di responsabilità nei confronti di un bene comune. Non si possono trascurare realtà del genere.
Ma con sorpresa nessun segnale, nessun custode, nessun avviso. Terra libera, praticamente di nessuno. O di tutti…
Allora viene voglia di controllare e verificare come stanno procedendo questi lavori, quanto manca a questa stazione metropolitana, che i cittadini attendono da anni.
Con la dovuta attenzione e con la scrupolosa cura di chi si vuol limitare ad una documentazione civile, ho cominciato ad osservare il cantiere, girando liberamente nei vari settori. E non sono mancate le sorprese. A cominciare dai controlli che non ho mai avuto il piacere di riscontrare.
Due splendide scale mobili fanno bella mostra di sé per scendere (o salire) fino al piano d’ingresso della stazione. Peccato che le lamiere di copertura, i pannelli di rivestimento e anche la plastica che, a ragione credo, ricopre provvisoriamente questa struttura, lascino molto a desiderare, anzi, in alcuni settori non ci sono per niente. E i risultati si vedono: binari, rotelle e meccanismi che iniziano ad arrugginire, nell’incuria totale. Poi verrebbe anche da chiedersi se questa scala mobile sarà destinata a rimanere all’aria aperta oppure se verrà realizzata una qualche copertura: a prima vista non se ne vedono tracce. E sicuramente sono ormai parecchi giorni che la struttura si trova in queste condizioni. Persino in Piazza Dante, a Napoli, le scale mobili che salgono in superficie sono ben ricoperte da strutture adatte. Resteranno a cielo aperto queste scale? E quanto resisteranno in funzione? Speriamo che gli ingegneri abbiano previsto e pianificato questo dettaglio…
Ma proseguiamo, varcando la soglia di quella che sarà la sala d’ingresso.
Siamo sicuramente in una fase di test. Le luci sono tutte accese, le segnaletiche, gli orologi, ma anche i tornelli, la sala comandi, i monitor, le spie… tutto in splendido funzionamento.
Così viene voglia di vedere un po’ meglio, curiosare tra i locali, nel cuore di questa struttura. Meno male che la sala di controllo è chiusa; eppure cerco di mettermi bene in mostra davanti alle telecamere. Sperando in qualcosa, un richiamo, una segnalazione. Non è possibile che non ci sia nessuno, che tutto il cantiere sia tranquillamente abbandonato. Poi mi accorgo che negli alloggiamenti di alcune telecamere, spiccano in verde brillante i cavi di collegamento: manca ancora la telecamera vera e propria.
Ma ecco un rumore, qualcuno si avvicina. Finalmente una presenza, uno è anche disposto a sentirsi rimproverare di essere entrato senza permesso (entrare? Ho semplicemente percorso il sentiero!), si accetterebbe persino qualche strillo o qualcosa di più serio. Gli argomenti per rispondere non mancano: una zona così delicata senza presidio, senza cartelli, segnaletica, senza nessun divieto, alla mercé di tutti. E’ ancora un miracolo che i nostrani writers si siano limitati a disegnare qualche volto beffardo sui muretti esterni!
Così mi preparo all’incontro, ma… che sorpresa: mi trovo davanti ad un custode a quattro zampe, bel pelo fulvo e mammelle turgide, da mite cagna gravida. Poco più lontano ecco profilarsi la sagoma di un altro cagnolone, forse un custode in seconda! Ma nient’altro. Strano, sono circa le quattro del pomeriggio di una domenica di marzo. Possibile che questa sia la sorveglianza prevista?
Così continuo il mio rendez-vous per i locali della metropolitana. Ammiro i rivestimenti, apprezzo la scelta dei colori, allegri e luminosi; vorrei quasi provare le macchinette per i biglietti, ma tanto, sulla banchina di attesa dei treni, non è possibile entrare, qui almeno un cartello, anzi, un foglio di carta, è ben visibile e vieta l’ingresso. Si osserva da lontano, si vede che tutto è quasi pronto. Sento persino l’altoparlante che informa sull’attivazione del collegamento. Ad un occhio profano si direbbe che manchi poco al completamento dei lavori. Ma forse è un occhio troppo profano. Peccato che risalendo al piano di ingresso mi cada una goccia d’acqua in testa: alzo lo sguardo e già si intravede una piccola infiltrazione. A terra il mucchietto di segatura. Speriamo sia solo acqua di condensa passeggera!
Osservo persino i corridoi che portano alla zona uffici, gli impianti tecnologici di condizionamento, i terminali per gli ingressi controllati. Tutto in ordine, ma finalmente succede qualcosa: spostandomi un po’ di lato, in uno dei rientri, ecco che finalmente scatta un allarme.
Sobbalzo: mi immagino la cavalleria al galoppo, le giubbe rosse con la sciabola sguainata e gli elicotteri con tanto di cavalcata delle walkirie in sottofondo. Tutti alla ricerca dell’intruso.
E quasi mi conforto: “Speriamo arrivi qualcuno, che succeda qualcosa”. Delusione, non mi concedono nemmeno l’onore delle armi; non arriva nessuno. Forse un semplice deterrente locale.
Così me ne esco tranquillamente, ho già raccolto parecchie foto. Penso possano servire per richiamare chi di dovere ad un maggior controllo. Viene da pensare anche ai recenti fatti di cronaca, le recenti notizie di incidenti sul lavoro per mancanza di requisiti di sicurezza. Qui non trovo assolutamente nulla che inviti ad una maggior attenzione: tutto libero e selvaggio. Ma se qualcuno volesse divertirsi a combinare qualcosa? Non penso tanto alle manomissioni volontarie, ma al gusto imbecille del vandalismo ignorante.
Esco piuttosto sconsolato. Dopo anni di attesa diventa legittimo, da queste premesse, pensare che sarà inevitabile un prolungamento d’attesa. Speriamo solo che il funzionamento non sia allineato a questa condizione attuale, troppo approssimativa, altrimenti la metropolitana partirà da subito con qualche acciacco (mi immagino già come potranno cigolare le scale mobili, se funzioneranno…).
Mi chiedo se, come cittadini, non ci meritiamo qualcosa di meglio. La stessa cura del “buon padre di famiglia”, che parcheggia al coperto, se possibile, che chiude le porte, sempre, che controlla e previene il funzionamento di ciò che necessario controllare. E ci vuole così tanto a capire che la sicurezza non potrà crescere su questi presupposti? Tantomeno la fiducia della gente.
Per togliermi ogni dubbio ho ripetuto la visita a distanza di una settimana, quindi esattamente dopo 7 giorni, nuovamente di domenica. Situazione quasi immutata, stavolta c’era un cancello chiuso, ovviamente ai lati nessuna vera recinzione, anzi, plastica di segnalazione ad alzo terreno, senza nessuna difficoltà nel superarla. Ostinatamente ho ripetuto il blitz anche la domenica successiva, Nuovamente cancelli spalancati, strada libera (si poteva quindi arrivare fino a Via Colonne).
Riprendo la bicicletta. Meglio allenarsi, spero di sbagliarmi, ma di questo passo la metropolitana rischia di farsi attendere ancora un po’!