S.O.S. Giugliano


questa mi mancava: rapina in diretta…

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 24 Giugno, 2009
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Prima o poi doveva capitare; a forza di sentir parlare di rapine, colpi in banca, banda del filo…
Negli ultimi 20 giorni avevamo collezionato le notizie di alcuni amici: un colpo alla Lanterna (30mila euro), una rapina ad un nostro amico tabaccaio… Caos ordinario.
Oggi pomeriggio, 24 giugno, poco prima delle 16, vado alle poste di Via Togliatti. Orario tranquillo, volevo vedere se almeno stavolta la coda e la folla erano accettabili. Infatti in pochi minuti entro, prendo il biglietto, scatto alcune foto sul luogo (le posto proprio perché il luogo del delitto almeno si vede…), poi scatta il mio numero. Vado allo sportello 10, l’ultimo, per un versamento. L’impiegata mi dice che manca un documento per completare la procedura…
In quel momento vedo avvicinarsi un giovane, a volto scoperto; entra nel retro del bancone e dice qualcosa alla prima dipendente, anzi, urla, poi sale in piedi sul bancone, grida le frasi di rito: “Fermi tutti, tutti giu’, datemi i soldi…” o qualcosa del genere. L’effetto è immediato: tutti a terra, tanti iniziano a tremare e a farsi prendere dal panico… Il balordo che ha effettuato la rapina aveva in mano un sacchetto di tela, nero, e sicuramente l’impressione e la paura dei dipendenti è stata immediata. Nessuna arma, ma l’effetto è comunque di paura immediata. E poi reagire è sempre un rischio che potrebbero scontare gli altri. Io avevo i documenti e i soldi proprio sul bancone. Con calma rimetto tutto in tasca. Quando arriva il rapinatore vicino al mio bancone la signora delle poste è già tutta in fibrillazione. Prende dai cassetti quello che trova, poi urla di nuovo, sale ancora sul bancone, salta e si dirige verso l’uscita di sicurezza; lì si vede che c’è un altro che lo aspetta, apre la porta.. i due scappano per la strada.
Le persone sono ancora quasi tutte a terra. Prendo il telefono e chiamo il 118; una signora, visibilmente scossa, sembra svenuta… Qualcuno la sta già aiutando, le solleva i piedi, le parla: ha un po’ di tachicardia e tanta paura…
Dopo un po’ arriva il primo poliziotto: “Ma ce l’aveva la pistola? No? e perché gli avete dato i soldi…”. E’ visibilmente alterato, si lascia prendere dalla sfogo: “questi così dopo un giorno li rimettono subito fuori e noi cosa possiaom fare…” ma lo dice in modo decisamente più colorito.
La registrazione a circuito chiuso dell’ufficio dovrebbe consentire tranquillamente il riconoscimento delle persone (suppongo proprio che ci sia, dal momento che all’ingresso tutti si possono ammirare nello schermo davanti la guardiola d’entrata!).
… Sicuramente a Giugilano le Poste dovrebbero prevedere qualcosa di più per garantire la sicurezza dei propri dipendenti e dei tanti clienti.
Mentre la gente era ancora confusa chiamo il 118 perché si vedono persone visibilmente provate… Le volanti arrivano dopo poco.
In serata vedo sul web il reportage di Teleclub: si parla di ladri con il passamontagna, con le armi spianate… Viene da sorridere…, lo riferisco anche a qualcuno dei collaboratori dell’emittente.
Anche questa è Giugliano, vero?

qui sotto: le foto che ho scattato poco prima che avvenisse la rapina.

poste - ingresso

poste - ingresso

ingresso poste, ore 15.29

ingresso poste, ore 15.29

dentro l'ufficio

dentro l'ufficio

dentro l'ufficio, ore 15:29

dentro l'ufficio, ore 15:29

aspettando il mio turno (avevo il P083, sportello 10)

aspettando il mio turno (avevo il P083, sportello 10)

tutti al mare…

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 2 Maggio, 2009
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Per sversare liquami e rifiuti in modo selvaggio non ci vuole nessun permesso. Per pulire una spiaggia o un litorale sembra invece che sia necessario chiedere l’autorizzazione del Comune o di qualche altra autorità… che strano paese il nostro.
Viene quasi voglia di andare tutti al mare, domenica 10 maggio, in quel di Licola e rimboccarsi le maniche …
a suon di musica, ovviamente…
“O mare nero…”

Pronti, a posto…. Via!

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 26 Aprile, 2009
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Finalmente: la metropolitana è partita. Logicamente non potevamo perderci il fatidico giorno del primo viaggio. Anche per verificare come è stata sistemata la stazione e l’ambiente vicino.
Ci sta a cuore che una realtà così importante, preziosa e costosa possa essere un bene duraturo per tutti i cittadini.

legenda delle fermate
E l’importante è che sia partita: il resto dovrà crescere col tempo. Speriamo in poco tempo.
Abbiamo parlato con la Vigilanza, facendo presente quanto già esposto in queste righe: un paio di vigilantes hanno condiviso e compreso lo scopo dei rilievi; qualcuno invece le ha prese solo come critiche. A partire dai biglietti: oggi era un giorno speciale, viaggi gratis. Che peccato leggere “Fuori servizio” sulle macchinette, quando invece non si tratta altro che di un “benvenuto” (e infatti ad Aversa le macchinette erano ben sistemate).
Abbiamo fatto un giretto nelle diverse zone accessibili.
Come era nostro timore la scala mobile esterna, completamente all’aperto… funziona solo a metà (e a velocità decisamente ridotta!). Speriamo che la segnalazione di proteggerla adeguatamente possa servire a qualcosa.
Intanto complimenti per l’esecuzione dei lavori.
Da Giugliano ad Aversa in 7 minuti… niente male!

se cliccate sull’Album fotografico, qui a destra, potete vedere qualche immagine!

A pochi giorni dall’inaugurazione

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 21 Aprile, 2009

Domenica 19 aprile – Le voci ormai sono tante, si parla di inaugurazione a breve, anzi, brevissimo: il 24 aprile dovrebbe essere il giorno fatidico. Per questo passo a dare un’occhiata, per sapere come stanno procedendo i lavori e controllare se il versante sicurezza è stato almeno considerato e rivisto, dopo le “incursioni” precedenti.

Come al solito passo dalla zona “del retro”, non dal lato sul Corso Campano. Arrivo a quella che sarà la rotonda d’ingresso: cerco un cartello di cantiere, un segnale, uno straccio di qualcosa. Nulla, solo la strada, le segnalazioni generiche di lavori in corso: nessun segnale che disciplini l’accesso. Mi avvicino all’ingresso vero e proprio e finalmente vedo una guardia. Si vede che anche loro devo aver leggiucchiato qualcosina, perché la guarda si muove, viene a vedere, farfuglia che non si possono fare foto, che è zona di cantiere, che non si può. Ecc. ecc. Gli faccio notare che NON esiste un cartello, una segnalazione, un divieto: nulla. Forse provano persino a chiamare i Carabinieri per segnalare che in zona c’è un potenziale disturbatore della quiete pubblica che gira armato di macchina fotografica. Per lo meno non si può entrare nel cantiere, ma nello spazio antistante ci sono abbastanza lavori, buche e materiali pericolosi da sconsigliare una scampagnata in bicicletta. A chiunque. La segnalazione ai carabinieri la faccio io, subito dopo: 0818948788 – rispondono subito. Segnalo la situazione poco controllata del cantiere, il pericolo, la mancanza assoluta di indicazioni… purtroppo, oltre a raccogliere la segnalazione, la voce dell’appuntato di turno mi rivela che “è compito dei vigili”, che non spetta a loro, che segnaleranno…”
Finirà come al solito a tarallucci e vino, un taglio di nastro, una metromaratona e via?
… non ci meritiamo di più?
Ecco intanto il sito dove vedere le ultime foto

http://tinyurl.com/ceseyo

ingresso cantiere

Aspettando quel treno per Giugliano…

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 9 Aprile, 2009
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pubblicato sul n. di aprile di Abbì Abbè Rassegna fotografica sulla futura metropolitana di Giugliano

“4 cani per strada…”
Per fortuna erano solo due quelli incontrati domenica scorsa, e nemmeno degni di ritagli di cronaca, come quei branchi di randagi di Sicilia. Però mi aspettavo di trovare ben altro nei pressi di quello che dovrà diventare il fiore all’occhiello di quest’anno giuglianese. In questa terra già così martoriata dall’incuria è necessario un radicale cambio di registro, perché i cittadini si aspettano un trattamento ben diverso da certe tradizioni passate; pensando alla realizzazione di una infrastruttura così importante come la metropolitana, le attese sono elevate. E’ un treno che non possiamo perdere!
Semplici fatti: sono anni che a Giugliano si aspetta che i lavori della Metronapoli vengano conclusi; i cartelloni e i bandi ufficiali apposti vicino al cantiere dichiarano che la data di conclusione dovrebbe essere ormai passata da … circa 5 anni. Ricordo ancora la prima volta che sono arrivato a Giugliano, nel settembre 2004. Mi dicevano: “Sei fortunato, tra poco inaugurano la metropolitana, finalmente un salto di qualità”.
Sarebbe da mettere in pratica la penale apparentemente innocua di 1 € per il primo mese di ritardo sulla consegna, poi il doppio (solo 2 € quindi) per il secondo mese, così via, sempre raddoppiando questa modica cifra. Di per sé una richiesta equa, apparentemente accettabile: ma se la dovesse pagare quel qualcuno responsabile dei ritardi della stazione di Giugliano, non basterebbe l’intero bilancio degli USA per soddisfare questa modica pretesa…! In fin dei conti è dal 7 aprile del 2004 che il collegamento dovrebbe essere operativo. Tralasciando le promesse decennali anteriori!
Nel frattempo cosa si può osservare? Sbirciare dalle transenne del cantiere o… alzare il tiro!
Dare un’occhiata grazie a Google Earth sul percorso della futura metropolitana è facile, si vede abbastanza il solco dei lavori, si parte dalla stazione di Mugnano, ormai operativa (ma sorvoliamo anche qui sull’inspiegabile trascuratezza dedicata agli spazi disponibili e mai allestiti a dovere) e si giunge fin verso le colonne di Giugliano. A dar retta ai nostri vecchi, comunque, la galleria sotterranea era pronta da tempo e giungeva già ad Aversa negli anni 90. Speriamo di restare in questo secolo per l’inizio delle corse!
E poi, c’è qualcuno che afferma che tra queste due stazioni (in linea d’aria molto vicine), dovrà sorgere un’ulteriore stazione. Anche Melito pretende il suo ius primae corsae; dalla mappa delle stazioni risulta in modo ben evidente: speriamo solo che la ridotta distanza non si traduca in un eccessivo rallentamento tra le tratte. Ma questo è un dettaglio…
Per vedere come procedevano i lavori mi sono recato, ovviamente in modo sostenibile, cioè in bici, fino alla zona dei cantieri. Mi sarebbe piaciuto almeno dare un’occhiata da lontano, e visto che da Via Colonne la visuale è praticamente boccata dai cartelloni che declamano con foto e proclami le meraviglie di quest’opera dell’ingegno, di questo sogno da tempo sospirato… ho tentato la strada delle retrovie.
Passando dal retro ci si ritrova nei pressi di una stradina di campagna, contornata da cortesi recinzioni dove fanno bella mostra di sé gli inviti ad essere “civili” nel non rovesciare la spazzatura.
Abbastanza civili lo sono, tutto sommato, i rari passanti.
I guai vengono dopo.
Percorrendo la stradina uno si aspetta di incontrare prima o poi il recinto del cantiere. Si tratta di lavori da milioni di euro, di zone dove la sicurezza deve regnare sovrana e dove l’attenzione, la cura e la responsabilità devono essere commisurate all’importanza del lavoro. Che succederebbe se un bambino o qualche spavalda compagnia di ragazzi tentasse l’esplorazione?
E invece nulla: nessun segno di inizio cantiere, recinzioni semi aperte, nessuna traccia di cartelli, segnaletica che indichi almeno l’obbligo di fermarsi o di non entrare…almeno qualche spauracchio sul rischio possibile, una bandiera da pirati con qualche macabro avvertimento ci vorrebbe!
E allora si procede, si va avanti per vedere come stanno le cose, anche per adempiere ad un doveroso senso civico di responsabilità nei confronti di un bene comune. Non si possono trascurare realtà del genere.
Ma con sorpresa nessun segnale, nessun custode, nessun avviso. Terra libera, praticamente di nessuno. O di tutti…
Allora viene voglia di controllare e verificare come stanno procedendo questi lavori, quanto manca a questa stazione metropolitana, che i cittadini attendono da anni.
Con la dovuta attenzione e con la scrupolosa cura di chi si vuol limitare ad una documentazione civile, ho cominciato ad osservare il cantiere, girando liberamente nei vari settori. E non sono mancate le sorprese. A cominciare dai controlli che non ho mai avuto il piacere di riscontrare.
Due splendide scale mobili fanno bella mostra di sé per scendere (o salire) fino al piano d’ingresso della stazione. Peccato che le lamiere di copertura, i pannelli di rivestimento e anche la plastica che, a ragione credo, ricopre provvisoriamente questa struttura, lascino molto a desiderare, anzi, in alcuni settori non ci sono per niente. E i risultati si vedono: binari, rotelle e meccanismi che iniziano ad arrugginire, nell’incuria totale. Poi verrebbe anche da chiedersi se questa scala mobile sarà destinata a rimanere all’aria aperta oppure se verrà realizzata una qualche copertura: a prima vista non se ne vedono tracce. E sicuramente sono ormai parecchi giorni che la struttura si trova in queste condizioni. Persino in Piazza Dante, a Napoli, le scale mobili che salgono in superficie sono ben ricoperte da strutture adatte. Resteranno a cielo aperto queste scale? E quanto resisteranno in funzione? Speriamo che gli ingegneri abbiano previsto e pianificato questo dettaglio…

Ma proseguiamo, varcando la soglia di quella che sarà la sala d’ingresso.
Siamo sicuramente in una fase di test. Le luci sono tutte accese, le segnaletiche, gli orologi, ma anche i tornelli, la sala comandi, i monitor, le spie… tutto in splendido funzionamento.
Così viene voglia di vedere un po’ meglio, curiosare tra i locali, nel cuore di questa struttura. Meno male che la sala di controllo è chiusa; eppure cerco di mettermi bene in mostra davanti alle telecamere. Sperando in qualcosa, un richiamo, una segnalazione. Non è possibile che non ci sia nessuno, che tutto il cantiere sia tranquillamente abbandonato. Poi mi accorgo che negli alloggiamenti di alcune telecamere, spiccano in verde brillante i cavi di collegamento: manca ancora la telecamera vera e propria.
Ma ecco un rumore, qualcuno si avvicina. Finalmente una presenza, uno è anche disposto a sentirsi rimproverare di essere entrato senza permesso (entrare? Ho semplicemente percorso il sentiero!), si accetterebbe persino qualche strillo o qualcosa di più serio. Gli argomenti per rispondere non mancano: una zona così delicata senza presidio, senza cartelli, segnaletica, senza nessun divieto, alla mercé di tutti. E’ ancora un miracolo che i nostrani writers si siano limitati a disegnare qualche volto beffardo sui muretti esterni!
Così mi preparo all’incontro, ma… che sorpresa: mi trovo davanti ad un custode a quattro zampe, bel pelo fulvo e mammelle turgide, da mite cagna gravida. Poco più lontano ecco profilarsi la sagoma di un altro cagnolone, forse un custode in seconda! Ma nient’altro. Strano, sono circa le quattro del pomeriggio di una domenica di marzo. Possibile che questa sia la sorveglianza prevista?
Così continuo il mio rendez-vous per i locali della metropolitana. Ammiro i rivestimenti, apprezzo la scelta dei colori, allegri e luminosi; vorrei quasi provare le macchinette per i biglietti, ma tanto, sulla banchina di attesa dei treni, non è possibile entrare, qui almeno un cartello, anzi, un foglio di carta, è ben visibile e vieta l’ingresso. Si osserva da lontano, si vede che tutto è quasi pronto. Sento persino l’altoparlante che informa sull’attivazione del collegamento. Ad un occhio profano si direbbe che manchi poco al completamento dei lavori. Ma forse è un occhio troppo profano. Peccato che risalendo al piano di ingresso mi cada una goccia d’acqua in testa: alzo lo sguardo e già si intravede una piccola infiltrazione. A terra il mucchietto di segatura. Speriamo sia solo acqua di condensa passeggera!
Osservo persino i corridoi che portano alla zona uffici, gli impianti tecnologici di condizionamento, i terminali per gli ingressi controllati. Tutto in ordine, ma finalmente succede qualcosa: spostandomi un po’ di lato, in uno dei rientri, ecco che finalmente scatta un allarme.
Sobbalzo: mi immagino la cavalleria al galoppo, le giubbe rosse con la sciabola sguainata e gli elicotteri con tanto di cavalcata delle walkirie in sottofondo. Tutti alla ricerca dell’intruso.
E quasi mi conforto: “Speriamo arrivi qualcuno, che succeda qualcosa”. Delusione, non mi concedono nemmeno l’onore delle armi; non arriva nessuno. Forse un semplice deterrente locale.
Così me ne esco tranquillamente, ho già raccolto parecchie foto. Penso possano servire per richiamare chi di dovere ad un maggior controllo. Viene da pensare anche ai recenti fatti di cronaca, le recenti notizie di incidenti sul lavoro per mancanza di requisiti di sicurezza. Qui non trovo assolutamente nulla che inviti ad una maggior attenzione: tutto libero e selvaggio. Ma se qualcuno volesse divertirsi a combinare qualcosa? Non penso tanto alle manomissioni volontarie, ma al gusto imbecille del vandalismo ignorante.
Esco piuttosto sconsolato. Dopo anni di attesa diventa legittimo, da queste premesse, pensare che sarà inevitabile un prolungamento d’attesa. Speriamo solo che il funzionamento non sia allineato a questa condizione attuale, troppo approssimativa, altrimenti la metropolitana partirà da subito con qualche acciacco (mi immagino già come potranno cigolare le scale mobili, se funzioneranno…).
Mi chiedo se, come cittadini, non ci meritiamo qualcosa di meglio. La stessa cura del “buon padre di famiglia”, che parcheggia al coperto, se possibile, che chiude le porte, sempre, che controlla e previene il funzionamento di ciò che necessario controllare. E ci vuole così tanto a capire che la sicurezza non potrà crescere su questi presupposti? Tantomeno la fiducia della gente.
Per togliermi ogni dubbio ho ripetuto la visita a distanza di una settimana, quindi esattamente dopo 7 giorni, nuovamente di domenica. Situazione quasi immutata, stavolta c’era un cancello chiuso, ovviamente ai lati nessuna vera recinzione, anzi, plastica di segnalazione ad alzo terreno, senza nessuna difficoltà nel superarla. Ostinatamente ho ripetuto il blitz anche la domenica successiva, Nuovamente cancelli spalancati, strada libera (si poteva quindi arrivare fino a Via Colonne).
Riprendo la bicicletta. Meglio allenarsi, spero di sbagliarmi, ma di questo passo la metropolitana rischia di farsi attendere ancora un po’!

Quel metrotreno per Giugliano…

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 26 Marzo, 2009

Sono anni che a Giugliano si aspetta che i lavori della Metropolitana vengano conclusi; i cartelloni e i bandi ufficiali apposti vicino al cantiere dichiarano che la data di conclusione dovrebbe essere ormai passata da … esattamente 5 anni. Ricordo ancora la prima volta che sono arrivato a Giugliano, nel settembre 2004. Mi dicevano: “Sei fortunato, tra poco inaugurano la metropolitana, finalmente un salto di qualità”.

quel metrotreno per Giugiano

quel metrotreno per Giugliano

Sul salto siamo perfettamente d’accordo: ma di quelli tripli, eventualmente con l’asta.

Per vedere come procedevano i lavori mi sono recato, ovviamente in bici, fino alla zona dei cantieri. Mi sarebbe piaciuto almeno dare un’occhiata da lontano, e visto che da Via Colonne la visuale è praticamente boccata dai cartelloni che declamano con foto e proclami le meraviglie di quest’opera dell’ingegno, ho tentato la strada alternativa: passando dal retro

E per continuare la storia, tra qualche giorno pubblicheremo qui l’articolo che su AbbìAbbè di aprile illustra questa situazione: speriamo che l’autore sia d’accordo! :-)

Intanto, volete anche voi rifarvi gli occhi???

ecco un po’ di foto della nostra “futura” metropolitana

buona visione…

Cosa si muove a Giugliano? Chiediamolo al Sindaco

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 18 Gennaio, 2009

lunedì 19 avremo l’occasione di parlare con il Sindaco, dott. Giovanni Pianese. Poche chiacchiere, ci interessa sapere come stanno le cose sul versante “monnezza”. Al telefono ci ha detto che sta per partire il bando per la raccolta porta a porta (speravamo che fosse partito mesi fa…), in giro si vedono affissi i manifesti con la ricerca di una responsabile per il settore Ambiente (praticamente una candidatura al suicidio, verrebbe da pensare!); vediamo cosa ne sarà della proposta dei centri che mettono a disposizione (come la scuola dei Maristi) ambiebnti e cassonetti per facilitare la raccolta differenziata, visto che l’alternativa, per il momento,  è solo quella di galoppare fino alle isole ecologiche.
E a proposito di “isole ecologiche” il Sindaco accennava che sono 5. A dire il vero 3 le conosciamo bene, durante le vacanze di Natale le abbiamo frequentate tutte, ma le altre due? Per non parlare delle difficoltà logistiche che tanti cittadini incontrano nello spostarsi in queste sedi (sbaglio o siamo il Comune non-provincia più grande d’Italia?).

A presto, con qualche risposta…

Settimana del Riciclo – sfida per gli alunni delle 2e medie

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 7 Novembre, 2008
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non scartare la carta

non scartare la carta

Con gli aluni delle seconde medie della scuola “Fratelli Maristi” abbiamo in cantiere la visita alla ditta Ecocart di Arzano, il giorno 13 novembre, nell’ambito delle iniziative della settimana Ricicloaperto.

Riportiamo le “dritte” già comunicate a tutti quanti in classe per questa attività.
Le informazioni da conoscere (sulle quali si predisporrà il questionario) sono innanzitutto quelle presentate in classe durante le lezioni di Tecnologia, raccolta differenziata, riciclo dei principali prodotti, l’esperienza personale, la conoscenza dei problemi della nostra zona e delle iniziative e proposte del nostro Comune.

Sitografia sull’argomento:

http://www.ricicloaperto.org/ il sito della settimana del Ricicloaperto

http://www.emergenzarifiuticampania.it e chi ha mai detto che l’emergenza è finita…

http://www.ecocartserrao.it/ il sito della ditta che andremo a visitare

http://www.comieco.it/ consorzio recupero e riciclo

Il questionario verrà svolto martedì/mercoledì mattina e verranno selezionati un massimo di 15 alunni per classe che nella mattinata del 13 (dopo le 10.30, con rientro regolare) si recheranno in visita alla ditta di riciclo carta ECOCART di Arzano. Buona preparazione – Il Preside :-)

…mai dire mai…

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 7 Novembre, 2008
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Una delle peggiori ‘virtù’ che si pososno incontrare da queste parti è la rassegnazione. Un vizio capitale a tutti gli effetti. Per non cascarci abbiamo continuato, dopo la paradossale attesa di una risposta (lo potete ben immaginare, alla lettera che abbiamo inviato al Comune non ha risposto nessuno). Così invece di rassegnarci qualche giorno fa, diciamo appena iniziato novembre, abbiamo chiamato di nuovo gli uffici incaricati. Abbiamo fatto una chiacchierata con il dott. Bentivoglio. In poche parole ci ha detto che sta per partire una gara d’appalto per iniziare finalmente; e il piano per la raccolta? non è possibile vederlo da qualche parte? leggerlo sul sito del Comune? e cosa è rimasto di quel protocollo d’intesa del Comune con le scuole di Giugliano? Era stata offerta la possibilità di allestire presso le scuole delle “isole ecologiche” presidiate;:una soluzione ideale e concreta…
Ci viene confermato che entro la metà di novembre questo Piano partirà, verrà illustrato alla popolazione, ci saranno adeguate informazioni.
Ovvio che NON staremo a vedere semplicemente con le mani in mano.

Intanto sta per iniziare la settimana del Riciclo… diamo spazio ai ragazzi!

Lettera al Comune di Giugliano: “Differenziata, chi era costui?”

Pubblicato su detto tra noi... di 1cittadino sul 23 Ottobre, 2008
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Abbiamo inviato questa lettera all’Amministrazione di Giugliano il 13 ottobre (via mail e via fax), l’abbiamo  consegnata a mano e protocollata il giorno 16. Siamo in attesa di una risposta. Giorni fa il Sindaco ci ha confermato di averla presa in attenta considerazione e sta organizzando un incontro. Nell’attesa la proponiamo anche qui, ai genitori della scuola dei Fratelli Maristi (da cui proviene) e alla cittadinanza tutta, di chi ha a cuore l’interesse della nostra città

Giugliano in Campania, 16/10/08

Lettera aperta al Sindaco
e all’Amministrazione Comunale
di Giugliano in Campania

Vi scrivo come responsabile dell’Istituto dei Fratelli Maristi, ma anche in qualità di semplice cittadino della “mia” città: Giugliano; queste righe nascono dopo una lunga riflessione, alcuni contatti, molte difficoltà e dopo aver constatato che le normali strade per avere delle informazioni, semplici ma necessarie, sembrano quasi precluse seguendo le normali strade.
In poche parole stiamo cercando informazioni chiare e precise sul Piano per la raccolta differenziata della nostra città, quel piano che “dovrebbe” essere la prima strategia richiesta ad ogni comune, soprattutto conoscendo l’emergenza ambientale nella quale la nostra zona sembra trovarsi ormai cronicamente immersa.
Scopo di queste righe è quello di chiedere informazioni chiare ed esaurienti su cosa deve fare il cittadino per seguire il piano che l’Amministrazione dovrebbe aver approntato e su come intervenire, in quanto istituzione scolastica, per educare i nostri alunni a crescere e collaborare in questo ambito. Sembra una domanda semplice, ma finora le informazioni ottenute sono scarse e confuse, il nostro sforzo è stato in gran parte vanificato e crediamo che la pazienza e l’attesa non possano più essere una soluzione tollerabile. Tutto qui, Per brevità può saltare direttamente alla conclusione di questa lettera, se questo può servire ad accelerare i tempi della risposta, perché nelle righe seguenti volevamo semplicemente tracciare i contorni dell’itinerario seguito finora,per illustrarlo soprattutto ai genitori della scuola. Grazie dell’attenzione.

Ci sembra necessario ripercorrere l’itinerario che la nostra scuola ha seguito negli ultimi anni, per sottolineare quanto questo problema ci stia a cuore.

Da un paio di anni come scuola, corpo docente e genitori, ci siamo proposti di “fare la nostra parte” per affrontare questa emergenza, ma soprattutto per creare quell’abitudine e favorire quella educazione ambientale che una scuola non può delegare ad altri. Purtroppo nemmeno una scuola come la nostra può svolgere questa impresa senza la collaborazione di chi è incaricato della gestione della cosa pubblica: l’amministrazione comunale in primo luogo.
Per questo, già ai tempi del Consorzio di Bacino NA1, avevamo chiesto la collaborazione e il necessario supporto per avviare la raccolta differenziata di carta, plastica e lattine. Ci erano stati forniti i cassonetti per la raccolta e li abbiamo messi a disposizione della nostra utenza. Che non è piccola cosa: 600 alunni e il relativo indotto di genitori e famiglie! Fin dall’inizio sono sorte notevoli difficoltà per la raccolta di questo materiale, a volte mesi di ritardo, e come corollario non siamo mai riusciti ad avere quella doverosa informazione su come era organizzata la filiera di riciclaggio. Mai nessuno è stato in grado di fornircela e illustrarcela; è normale che nella gente nasca l’impressione e la sfiducia in questo campo. Sul sito della scuola è possibile leggere tutta la tortuosa trafila che abbiamo dovuto sopportare, abbiamo persino allestito un blog, che proprio in questi giorni abbiamo “rispolverato”… vi si accede dalla homepage del nostro sito: www.maristi.it/giugliano oppure direttamente, cliccando su sosgiugliano.wordpress.com/
Poi il Bacino NA1 è svanito ma i problemi sono rimasti. Poi è stato stilato da parte dell’Amministrazione e delle scuole del territorio un protocollo operativo su questi argomenti. Svanito anche quello. Poi sono arrivate le elezioni di primavera 2008 e da più parti veniva sbandierata con clamore una regola che sembrava fugare i timori: entro 45 giorni dall’insediamento i Comuni dovevano presentare il piano programmatico per la raccolta differenziata pena il commissariamento. Era un piccolo passo per iniziare ad uscire dall’emergenza. Eppure le nostre richieste per conoscere questo piano non hanno avuto finora una risposta esauriente.
Purtroppo nessuno del Comune, finora, è riuscito a darci informazioni chiare e precise su questo “piano per la raccolta differenziata”. L’attivazione di 2, forse tre isole ecologiche sul territorio di Giugliano, sarà sicuramente una lodevole iniziativa, ma può essere solo un primo passo ed una parte di questo piano, che altrimenti non sarà mai esteso a tutta la cittadinanza e non potrà quindi mutare certe abitudini.
Tra l’altro sarebbe bello e civile poter trovare tutte queste informazioni sull’organo ufficiale di comunicazione che il Comune ha da tempo, il sito web. Invece vi si trova solo il depliant di inizio estate che informa sull’esistenza di due isole ecologiche, senza una mappa, senza un n. civico per individuarle in modo chiaro (e seguendo scrupolosamente l’orario di servizio ho verificato di persona che sabato 27/9 in quella di Via Antica Giardini… alle 16 non c’era proprio nessun incaricato).
Poter utilizzare il sito per arrivare ai cittadini in modo preciso, esauriente ed economico, sarebbe un passo importante di questo piano: quali sono, ad esempio, gli orari di raccolta dei rifiuti della nostra città?, Quali le modalità? A chi rivolgersi per gli ingombranti? Sarebbe così semplice ed economico raccogliere sul sito tutte queste informazioni e renderle accessibili a tutti!
Sempre sul versante dell’informazione crediamo che i nostri cittadini si meritino qualcosa di più: ci si lamenta che manca il personale, che a Pozzuoli il Comune ha 1200 dipendenti e Giugliano solo un paio di centinaia (mi è stato riferito!). Come scusante per le difficoltà che si incontrano ho sentito spesso questo rilievo, ma …non credo sia colpa del Comune di Pozzuoli! le risposte dovrebbero essere altre. Si direbbe che per ogni problema la soluzione migliore sia trovare una giustificazione…
Ho tentato varie volte di contattare il Servizio Ecologia: quasi mai una risposta, quasi sempre, dopo un’attesa snervante, il fax. A volte, dopo le insistenze, mi veniva passato l’ufficio di segreteria del Sindaco che, sempre in modo gentile ma sconsolato, si informa, prende nota, trasmetterà a chi di dovere, ma sempre dichiarando che gli uffici competenti sono altri e che al momento non ci sono ancora indicazioni chiare. Dopo l’ennesima conversazione ho preso anche contatto con l’ufficio preposto, parlando con il dott. D’Orta, ma a parte l’accoglienza e l’attenzione dedicata, i risultati sono stati i medesimi: carenze di organico, piano non ancora definito, bilanci difficili da far quadrare, emergenze su emergenze…
Insomma, si fatica ad avere informazioni e di conseguenza la gente si scoraggia: non si mettono in atto le buone pratiche (perché nessuno le propone e nemmeno riesce a divulgarle) e quindi la rassegnazione dilaga e diventa la norma. Possibile che questa sia l’unica risposta per i cittadini?
Come scuola non ci possiamo adagiare e accettare acriticamente questa situazione, crediamo che sia anche compito nostro quello di stimolare l’Amministrazione.
Perché invece sul versante dei costi e dei contributi mi sembra che le attese non siano altrettanto bilanciate, e senza riesumare le bollette dell’acqua (ne conservo ancora una stratosferica da 70mila €!) mi limito ai costi per la Tarsu, che sono ben corposi: la nostra scuola paga oltre 3000 € all’anno a fronte di un servizio che tutti conosciamo (a metà giugno, in pieni esami di licenzamedia, siamo stati costretti a chiudere le finestre che danno sul versante strada per il penoso disservizio…). Inevitabile pensare alle due (o tante) Italie di cui siamo tutti testimoni; mi viene in mente però la nostra scuola in provincia di Milano, dove il Comune, non potendo intervenire direttamente per garantire il diritto allo studio di tutti i cittadini, esonerava tutte le scuole dalle tasse sui rifiuti! Fantascienza, vero?
Lo scorso anno (2007-08) abbiamo ospitato una serie di conferenze organizzate dall’Ufficio Cultura della Diocesi di Aversa, per affrontare proprio queste tematiche. Tra i vari relatori, sono stati con noi alcuni medici di base del territorio, che hanno presentato i dati drammatici dell’incidenza di tumori su Giugliano e il suo hinterland, rivelando che nel nostro ospedale si curano più tumori di quanti se ne incontrano al Cardarelli. Dati che fanno pensare e che obbligano a prendere provvedimenti.
Il discorso si amplia, il tema dell’ambiente ci coinvolge vitalmente tutti quanti…
In conclusione, vorremmo poter collaborare in modo fattivo per portare il nostro modesto contributo, che visto alla luce dei numeri e delle persone che ci vengono affidate, tanto modesto non è. Ma per farlo abbiamo necessariamente bisogno di incontrare le istituzioni, il Comune, le realtà preposte, senza dover aspettare mesi o rinvii sempre meno comprensibili.
Ai genitori abbiamo parlato anche di questo e dei progetti che vorremmo realizzare, non appena ci sarà data una risposta concreta da parte vostra. E’ controproducente invitare alla raccolta differenziata se non esistono poi le condizioni per farla; è antieducativo invitare ad assumere atteggiamenti più rispettosi dell’ambiente se poi questi atteggiamenti non sono supportati dalle decisioni pubbliche, smentiti cioè dalla realtà dei fatti.
Conoscendo la sua disponibilità e sensibilità, chiediamo cortesemente una risposta e le informazioni necessarie per procedere in modo civile e coerente. Non ci sembra possibile rassegnarsi a rinviare ulteriormente le cose.

Nell’attesa di una risposta, che estenderemo doverosamente, come queste righe, a tutti i genitori della scuola, porgiamo distinti saluti.

A nome di tutto l’Istituto, fr. Giorgio Banaudi

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